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L'obbiettivo
più importante per i Veneziani era la fortificazione di Verona: oltre ai
Palazzi quattrocenteschi e cinquecenteschi è possibile trovare la Loggia di
Fra' Giocondo in piazza dei Signori.Costruita da Michele Sanmicheli la Loggia era il Palazzo più importante, e grazie alle sue mura e ai suoi meccanismi difensivi-offensivi è oggi il monumento più rappresentativo del periodo. |
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Restando dalla stessa parte della strada il
primo palazzo che si ammira è Palazzo Canossa, fatto erigere tra il 1530 -
37 dall'umanista Ludovico di Canossa, vescovo di Bayeux, che negli ultimi
anni di vita decise di ritirarsi a Verona e di affidare al Sanmicheli la
costruzione di un monumentale palazzo,
degno
del nome che portava la sua casata. Non a torto è considerato il capolavoro
del Sanmicheli per quanto concerne l'edilizia privata: il piano terra è
costituito da un possente basamento in bugnato, il cui ingresso consta di
tre fornici. Ai lati si aprono finestroni che si ripetono più piccoli nel successivo piano intermedio, o mezzanino. Sono ancora le aperture a predominare con magici giochi di chiaroscuro lungo il piano nobile. E' appunto questa la novità di rilievo introdotta dal Sanmicheli: egli trasforma le fortezze medievali, chiuse esternamente e munite di merli e torri di difesa, in dimore signorili aperte alla luce del giorno, dove il sole, riflettendosi sulle superfici, gioca costantemente a strabiliare per le diverse rifrazioni che assume. Qui, lungo il piano nobile, grandi finestre ad arco rotondo, divise da coppie di pilastrini corinzi, danno un senso di chiaro equilibrio a tutto l'edificio. All'altezza dei capitelli si situano altre piccole aperture e nel fregio che corre sotto il tetto sono scolpiti due cani con un osso in bocca. L'unione delle due parole can e ossa forma la parola Canossa e quindi ricorda lo stemma di questa grande casata. Un detto veronese recita a questo proposito: "Quando il cane avrà mangiato l'ossa, sarà finita la casa Canossa." La balaustra sulla sommità ornata di
otto statue mitologiche un'aggiunta barocca del 1761 per opera di Giuseppe
Antonio Schiavi. La cura per i dettagli delle figure in posizioni
magniloquenti dimostra una buona perizia tecnica. |
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Noto anche come Palazzo della Ragione, risale al sec. XII.
Splendido cortile romanico adorno di una scala esterna (della Ragione),
goticheggiante che sale verso il portale; e' sormontato dalla Torre dei
Lamberti (alta 84 m., del XII-XV sec.), da cui si gode una veduta
d'incomparabile suggestione. |
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Il
Barbieri presentò un progetto molto ambizioso che prevedeva la realizzazione
di un "porticale quadrilatero con trentasei colonne del diametro di Piedi
sei, che servirà d'ingresso al pubblico passeggio, nonché per uso del
mercato biade." Ma il Comune all'ultimo momento accantonò tale realizzazione per far posto al Palazzo della Gran Guardia Nuova, che, terminato nel 1848, fu destinato ad accogliere gli uffici della guardia civica austriaca. Il Barbieri costruì un palazzo dalle chiare linee del gusto neoclassico cheIl Palazzo, che in seguito alla cacciata degli Austriaci nel 1866 perse le sue funzioni amministrative e per venti anni rimase inutilizzato, in seguito divenne sede degli uffici della Municipalità ed i Veronesi lo chiamarono Barbieri, in ricordo del suo architetto. Esso si presenta con una maestosità che lascia sconcertati, pur offrendo una visione globale di tutta la facciata, sobria nella suddivisione dei tre corpi di fabbrica in colore giallo allora di moda |
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Palazzo Barbieri è un
monumentale edificio in stile neoclassico progettato dall’ingegnere comunale
Giuseppe Barbieri, che fu anche l’autore del Cimitero Monumentale.
![]() Iniziata nel 1836, la costruzione fu portata a termine nel 1848. Durante l’occupazione austriaca il palazzo, al quale era stato posto il nome di «Gran Guardia Nuova», fu adibito prevalentemente a usi militari. Dopo l’unione del Veneto al Regno d’Italia si decise che per la sua importanza e la sua centralità dovesse essere destinato a sede degli uffici comunali. La notte del 23 febbraio 1945, in uno dei più violenti bombardamenti della seconda guerra mondiale, palazzo Barbieri fu colpito e gravemente danneggiato dagli spezzoni incendiari. Venne subito ricostruito e ampliato, con la rotonda retrostante, su progetto degli architetti Raffaele Benatti e Guido Troiani, e quindi inaugurato nel marzo del 1950 |
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| Palazzo Maffei delimita il lato nord
occidentale di piazza Erbe, l'antico Foro romano, resa gaia e gioiosa dalla
varietà di bancarelle, in cui è possibile acquistare prodotti tipici del
mercato cittadino, frutta, verdura, abbigliamento, fiori e souvenir per i
turisti. Nello spazio occupato da Palazzo Maffei
in stile barocco, davanti a cui si erge la colonna di san Marco,
testimonianza del lungo dominio che la Serenissima esercitò su Verona, si
nota una leggera elevazione del terreno: nello spazio sottostante furono
infatti trovai i resti del Campidoglio romano, che la tradizione aveva
erroneamente situato sopra il colle di san Pietro. Da questo dato si ricava
l'importanza di quest'area sin dall'antichità: al disotto dell'omonimo
ristorante a sinistra dell'entrata del palazzo si rimane letteralmente
stupefatti dalla visione dai resti di un tempio di epoca repubblicana che
gli studi fanno risalire agli anni in cui Verona divenne Municipio romano,
nel quarantanove avanti Cristo. Dagli studi compiuti dalla Sovrintendenza
archeologica si trattava di un tempio di ampie dimensioni che si estendeva
fino al Monte di Pietà. I ritrovamenti sono costituiti per la maggior parte
da basamenti di colonne scanalate in tufo rivestiti di stucco bianco,
lastre, blocchi di pietra, che fanno supporre l'esistenza di un colonnato
che si ergeva per nove metri. |
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Via Forti 1, tel. 8001903-596371 (lunedì
chiuso).
![]() Il palazzo fu già reggia di Ezzelino III da Romano nel tredicesimo secolo. Ospita la collezione civica d'arte moderna e mostre a carattere temporaneo di grande prestigio in campo nazionale ed europeo. Tre i momenti operativi delle mostre: grandi temi e personaggi della storia moderna e contemporanea, giovani talenti e nuove tecniche pittoriche e, infine, una perlustrazione periodica fra le realtà culturali veronesi. |
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| A partire dal Rinascimento, fino al Barocco,
che si moltiplicarono i palazzi nobiliari in una interminabile ed elegante
successione per tutta la lunghezza del corso. Innumerevoli sono gli stili e
gli influssi che si possono ammirare: la maggior parte degli edifici è
rispettosa del decoro e dell'equilibrio rinascimentale, rappresentato a
Verona dal grande maestro Michele Sanmicheli; in alcuni si ritrovano le
decorazioni attente al dettaglio dello stile veneziano ; negli edifici più
tardi si avvertono i nuovi richiami barocchi che insistono sulla ridondanza
di particolari arzigogolati. La passeggiata ha inizio da Castelvecchio.Superato l'Arco dei Gavi, restando dalla stessa parte della strada, il primo palazzo che si ammira è Palazzo Canossa, fatto erigere tra il 1530 - 37 dall'umanista Ludovico di Canossa, vescovo di Bayeux, che negli ultimi anni di vita decise di ritirarsi a Verona e di affidare al Sanmicheli la costruzione di un monumentale palazzo, considerato il capolavoro del Sanmicheli per quanto concerne l'edilizia privata. Proseguendo si incontra il successivo Palazzo Muselli o Pompei, provvisoria sede della Banca d'Italia, in attesa che quella definitiva nel vicino Palazzo Portalupi venga ripristinata al termine del restauro del palazzo. Adiacente a Palazzo Muselli si eleva Palazzo Portalupi, di inizio Ottocento, su disegno di Gaetano Pinter, che gareggia in altezza e monumentalità con il Canossa. Dall'altro lato della strada, esattamente di fronte a Palazzo Canossa, fa la sua comparsa Palazzo Balladoro, esempio di architettura nobiliare tra Sette- Ottocento. La facciata è opera di Adriano Cristofali con tarde aggiunte del Trezza nel 1820. Troviamo poi palazzo Bevilacqua, voluto dai fratelli Antonio e Gregorio Bevilacqua e disegnato nel 1530 dal Sanmicheli, ma rimasto incompiuto. Continuando la passeggiata lungo il corso si passa davanti a piazza SS. Apostoli, dove si staglia il modesto campanile dell'omonima chiesa romanica. Proseguendo sempre sul lato destro ecco la sagoma di Palazzo Scannagatti -
Gobetti, disegnato da Gabriele Frisoni alla fine del Quattrocento.Questo edificio è il più prezioso e completo esempio di architettura rinascimentale veronese. Oggi il palazzo è sede della sezione di botanica e preistoria del Museo Civico di Storia Naturale. Poco oltre sorge Palazzo Carnesali del XVI secolo. La caratteristica principale della facciata è il senso di ariosità che propaga, aperta dovunque da finestre curvilinee. Attraversato lo stradone ed oltrepassata la chiesa di S. Lorenzo, gioiello del romanico veronese, si trova Palazzo Medici Glisenti, opera del XV secolo, in muratura e cotto. Alla fine del Corso, all'angolo con via Diaz, si erge l'ultima residenza signorile di prestigio, il barocco Palazzo Carlotti. Fu edificato dalla potente famiglia dei Carlotti nel 1665 su disegno di Prospero Schiavi. |
Palazzo Scannagatti
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