Le Porte Sanmicheliane
 

Le prime porte costruite a Verona, facenti parte del nucleo primitivo delle mura cittadine, risalgono alla prima metà del primo secolo avanti Cristo. Si tratta delle due porte romane di Porta Leoni e Portoni Borsari, che permettevano l'accesso rispettivamente al Cardo e al Decumano, le strade più importanti del primo tracciato stradale che si incrociavano ad angolo retto nel Forum (l'attuale piazza Erbe). Le altre strade erano parallele ad esse e formavano un reticolato a scacchiera detto centuria quadrata, racchiuso tra le mura. Ovviamente non era un quadrato regolare a causa dell'andamento curvilineo dell'Adige che non permetteva insediamenti umani sulle sue sponde. La centuria veronese racchiusa dall'ansa del fiume si estendeva per circa quattrocento metri quadrati, ma è verosimile che ne esistessero altre nella parte collinare del colle di S. Pietro.

 

 

 

Porta Palio

 
Prende il nome dal Palio che anticamente si correva nelle vicinanze, e di cui fa menzione Dante nel c. XV dell'Inferno. È il capolavoro del Sanmicheli nell'ambito della sua attività di architetto militare. Notevole il contrasto fra le due facciate: quella;esterna, a forte bugnato liscio rigorosamente partito da coppie di colonne, e quella interna a cinque fornici, solennemente classicheggiante, con retrostante galleria. Fu costruita fra il 1542 e il 1557.

 

 

Porta Nuova

 
L'ingresso principale, e più rappresentativo, in Verona, immediatamente fuori dalla cerchia di mura veneziane e austriache che ancora circondano la città antica. Già l'ingresso alla città rivela i titoli della sua antica nobiltà: principalmente nella monumentale Porta Nuova, che conserva in parte le strutture originali: costruita da Michele Sanmicheli fra il 1435 e il '40, fu largamente rimaneggiata dagli Austriaci nel 1854. Di qui conduce direttamente al centro l'ampio e alberato Corso Porto Nuova, prevalentemente fiancheggiato da edifici moderni, e col suggestivo sfondo delle torri, dei colli e delle Prealpi. «Indietro