L'arena
| Piazza Brà tel. 045/8003204 ![]() |
Orario: 8.30 - 19.30 chiusura cassa: 18.45 lunedì: 13.45 - 19.30 chiusura cassa: 18.45 |
Biglietti: intero: euro 4,00 - ridotto: euro 3,00 scuole e ragazzi 8-14 anni e 1° domenica del mese: 1,00 €. Cumulativo Arena+Maffeiano: intero: euro 5,00 - ridotto: euro 4,00 |
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Teatro Romano
Un secolo prima della nascita di Cristo,
Verona era una colonia romana vicina al confine dei domini italiani della
repubblicana romana. Una città in cui convergevano tre strade consolari
(Postumia, Augusta e Gallica) e difesa da una imponente cinta muraria, che
in quegli anni di impetuosa espansione territoriale assunse un ruolo chiave
nel sistema viario e divenne un punto nodale dei commerci e dei traffici.
![]() L'urbe era raccolta dentro l'ansa dell'Adige mentre il teatro cittadino era posto sulla riva sinistra del fiume, in una posizione parallela al cardine massimo e centrale rispetto ai due ponti (pietra e postumio) che attraversavano il fiume, dove costituiva una splendida conclusione monumentale del reticolato urbano dell'epoca. Un teatro che, nonostante un'infelice restauro teso a
soddisfare esigenze di ripristino funzionale piuttosto che quelle di vero
recupero della struttura originale, rimane uno dei più grandiosi complessi
romani dell'Italia settentrionale; dalla sua posizione frontale all'ansa
dell'Adige si può cogliere la città in tutta la sua estensione. Con il ritrovato amore per le costruzioni di epoca romana e la passione per l'arte tipica del Rinascimento vennero fatti i primi studi e le prime ricostruzioni grafiche di come doveva essere il theatrum veronense, ma è solo durante la prima metà dell'ottocento che per la zona inizia l'opera di recupero dall'incredibile stato di abbandono in essa era decaduta. Artefice di tale lungimirante iniziativa fu Andrea Monga, un ricco commerciante che acquisto l'intera area del teatro e, fatte demolire molte case che vi erano state edificate sopra, iniziò gli scavi riportando alla luce le terrazze, l'intercapedine, i resti dell'ambulacro, i due scaloni laterali e parte della cavea.
Un notevole avanzamento nell'opera di risistemazione del monumentale teatro si ebbe all'inizio del nostro secolo, quando la zona divenne proprietà comunale e furono eseguiti i lavori per ricostruire le arcate della loggetta, recuperare l'intera platea e la prima gradinata, e negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale, quando vennero demolite le ultime case ancora esistenti verso piazzetta Botte e fu scavata la fossa scenica per gli spettacoli.
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Torre dei Lamberti
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Arche Scaligere
Via S. Maria Antica, 4![]() |
DA GIUGNO A SETTEMBRE
Orario: |
Biglietti: cumulativo acquistabile alla Torre dei Lamberti |
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Casa di Giulietta
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Via Cappello, 23 tel. 045/8034303 Orario: 8.30 - 19.30 chiusura cassa: 18.45 lunedì: 13.30 - 19.30 chiusura cassa |
Biglietti: intero: euro 3.10 ridotto: euro 2.10 scuole: euro 1.00 |
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Casa di Romeo
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(Via delle Arche Scaligere). Rimanendo nel clima della leggenda scespiriana, la tradizione popolare ama riconoscere in questa bella casa medievale dalla facciata in mattoni e con tracce, ancora, della merlatura originale, la Casa dei Montecchi, la famiglia alla quale apparteneva il giovane Romeo. L'edificio, privato, è purtroppo in condizioni precarie, e non è consentita la visita al cortile interno. |
Arco dei Gavi
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Costruito agli inizi del primo secolo dopo Cristo, l'arco dei
Gavi è un raro esempio di arco onorario romano dedicato a privati cittadini. Un arco quadrifronte a pianta rettangolare allungata, con copertura piana cassettonata nel vano interno, realizzato impiegando blocchi di pietra bianca veronese disposti in filari. Ha una struttura tetrapila con due fronti principali e due secondari. Sui fronti principali vi sono quattro colonne corinzie; le due mediane, unite da una trabeazione sormontata da timpano, inquadrano il fornice mentre quelle angolari delimitano le fronti e i fianchi del monumento. Negli spazi tra le colonne mediane e quelle angolari sono presenti delle nicchie che in un passato remoto ospitavano le statue dei personaggi onorati, i cui nomi sono ancora leggibili sotto di esse: Massimo, Stabone, Lucio, Macro e Vibio. Sebbene la sua forma ricordi quella degli archi di trionfo, esso è un arco celebrativo che fu costruito per onorare alcuni componenti della gens Gavia, importante famiglia romana, che in virtù di particolari benemerenze ottenne il permesso di farlo edificare a proprie spese sul suolo pubblico. |
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Torre Pentagona
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Piu' grande e' un'altra torre comunale, anch'essa ricostruita da Ezelino, e piu' volte in seguito rifatta: la Torre Pentagona, a lato dei Portoni della Bra che si aprono su C.so Porta Nuova che segue nella lunghezza il lato occidentale della "cittadella" viscontea. |