IIIº itinerario

 

Per visitare Verona non si può non partire da piazza Brà, il cuore dell'urbe, che fonde nella solare ed accesa luminosità che l'attraversa, edifici di epoche ed architetture diverse.
L'Arena, palazzo Barbieri e il palazzo della Gran Guardia sono quelli più famosi ed ammirati, ma sono molti gli angoli della piazza che meritano l'attenzione di ogni visitatore.
 

la Fontana delle Alpi

Nel centro della piazza è situato il monumento equestre di Vittorio Emanuele II realizzato alla fine dell'ottocento. Dietro di esso, nel mezzo dei secolari abeti che ornano il giardino centrale, c'è la Fontana delle Alpi, realizzata nel 1975 per simboleggiare il gemellaggio tra la città scaligera e Monaco di Baviera. I Veronesi con affetto la chiamano "struca limoni" per quella sua forma così singolare che ricorda uno spremi agrumi, e amano festeggiare le grandi imprese sportive della squadra di calcio cittadina con un bagno nelle sue acque.

Una piazza che offre il meglio di sé in occasione dei tradizionali festeggiamenti per santa Lucia (dal 10 al 13 dicembre), quando si riempie di bancarelle con dolci, giocattoli e prodotti artigianali e durante il periodo natalizio, quando accoglie l'enorme stella cometa che esce dall'Arena.
Sul lato nord-ovest della piazza c'è il Liston, un ampio lastricato in marmo di Prun leggermente curvilineo, su cui si affacciano palazzi nobiliari che ospitano bar, pizzerie e ristoranti, sempre affollati da turisti di passaggio e da veronesi intenti ad osservarne i movimenti.

Difficile non fermarsi per ammirare tali palazzi ad uno ad uno: al civico numero 26 c'è lo splendido palazzo Ottolini, di gusto sanmicheliano, subito seguito dal quattrocentesco palazzo Guglienzi nella cui facciata è presente una "Madonna con Bambino" realizzata dal Morone.
Al civico numero 18 c'è il palazzo Righetti, nella cui facciata è presente un affresco attribuito al Caroto. Di fianco spicca il palazzo Malfatti (ex Guastaverza) che, progettato dal Sanmicheli, riprende con le sue arcate in bugnato le poderose fattezze dell'Arena a cui è opposto. La sua facciata è un mirabile esempio di prospettiva che allude alla classicità con il porticato a bozze marcate con l'inserimento di teste nelle chiavi di volta, mentre il piano nobile, che si articola in ariosi poggioli e finestre, ne amplifica ancor più la grandezza.
Al civico numero 10 c'è Casa Faccioli, un palazzo neoclassico con colonne ioniche in facciata che si alternano a finestre timpanate.

Gran Guardia

Sul lato ovest della piazza sorge il palazzo della Gran Guardia, edificio che incontrò tempi di costruzione molto lunghi a causa della continue interruzioni. Iniziato nel 1610 fu inaugurato solo nel 1853 con lo scalone esterno. Nella sua struttura è evidente l'influsso sanmicheliano nel piano nobile che si inserisce nella continuità classica dell'Arena, interrompendo la linea cromatica delle case colorate che si affacciano sul Liston. Dopo un ripristino esterno ed interno durato vari anni è oggi adibito a sede di importanti esposizioni, congressi e meeting.

Alla sua destra, guardando l'Arena, c'è palazzo Barbieri, sede dell'amministrazione comunale veronese. E' una costruzione neoclassica eretta dall'architetto Barbieri dove un tempo sorgeva l'ospedale della Misericordia e la chiesetta di santa Agnese, è un monumentale edificio neoclassico in stile corinzio formato da un corpo centrale e due corpi laterali. Alla struttura centrale si accede da un'ampia gradinata, mentre le due strutture laterali, di reminescenza palladiana, hanno le pareti divise da semicolonne che si alternano alle finestre dei vari piani.

Passando dietro palazzo Barbieri si percorre stradone Maffei che, nel suo proseguire diventa stradone San Fermo, prendendo il cui nome della chiesa che si trova in fondo ad esso, nello slargo davanti a ponte Navi. San Fermo è una delle chiese più belle di Verona. Romanica in origine, è stata nei secoli modificata internamente ed esternamente seguendo lo stile gotico.

San Fermo Maggiore

Una chiesa notevole nella vista esterna, in cui sono presenti un imponente portale principale con maestosa strombatura e un portale laterale, ornato con portico a vela coronato da marmi rossi, bianchi e grigi. La maestosità dell'esterno si ritrova anche nell'interno ad una sola navata, con cinque absidi che custodiscono una vera e propria galleria d'arte.

Superando ponte Navi, al numero nove di Lungadige Porta Vittoria, possiamo ammirare il palazzo Lavezzola Pompei, oggi sede del Museo veronese di Storia Naturale.
Un museo che, nel suo genere, è tra i più importanti d'Italia per la completezza del materiale raccolto e per la vasta collezione di fossili in esso conservata, proveniente dalle colline di Bolca.

A poca distanza dal museo meritano uno sguardo alcuni resti delle mura scaligere in laterizio e la facciata della chiesa dedicata a Santa Maria della Vittoria.
Percorrendo via Venti Settembre, un tempo splendida zona residenziale di Verona, si nota sulla destra il palazzo Marogna, realizzato nello stile targo gotico. Tra le sue finestre trilobate che ricordano lo stile veneziano appaiono ancora, anche se molto rovinati dal tempo, gli affreschi che ne decoravano la facciata, realizzati dal Farinati e dal Pellegrini.

Alla fine di via Venti Settembre si può ammirare Porta Vescovo, una delle porte di accesso alla città costruita in epoca comunale, rimaneggiata notevolmente dagli Austriaci, che vi aggiunsero due grandi fornici e le portine laterali. E' da questa porta che il 16 ottobre del 1866 entrarono le truppe italiane venute a liberare Verona.
Poco prima della porta, sulla sinistra, è presente la chiesa di Santa Toscana, risalente all'XI secolo. Per volontà degli Ospitalieri di S. Giovanni di Gerusalemme. Inizialmente dedicata al Santo Sepolcro, fu per molti anni il ricovero dei Cavalieri dell'ordine di Malta; nel 1489 vi furono deposte le spoglie della Santa Toscana e venne a Lei dedicata. Sulla sua facciata, disarmonica ed asimmetrica, sono da notare taluni lacerti di affreschi, mentre all'interno sono da notare le sette statue lignee del Sepolcro databili al XIV secolo.

Percorrendo via san Nazaro si arriva alla chiesa di Nazaro e Celso. E' circondata da un muraglione che si apre con un massiccio portale dorico-rinascimentale, fiancheggiato da due colonne che nelle quali è scolpito un drappo annodato attorno al fusto. La sua facciata in cotto non è di particolare pregio, ma molto bella è l'interna cappella di San Biagio: alzando lo sguardo sulla cupola si viene avvolti da affreschi dell'Onnipotente e degli Apostoli in un turbine variopinto di eccezionale bellezza. Tutto intorno affreschi del Falconetto con elementi strutturali presi dall'antichità pagana che sembrano sculture: capitelli, festoni, fregi e mascheroni, che creando una continuità con quelli a tema cristiano offrono allo spettatore una sensazione di estasi incomparabile.

Uscendo dalla chiesa e proseguendo lungo via Muro Padri giungiamo a via Giardino Giusti, che prende il nome dallo splendido giardino all'italiana in esso presente.
Un angolo di quiete e verde di fronte alla cui bellezza anche Goethe rimase in ammirazione.
 

Teatro Romano

Poco più avanti sorge la chiesa di Santa Maria in Organo, da ammirare per il suo chiostro del quattrocento abbellito da eleganti colonne marmoree e il suo magnifico portale, opera del Sanmicheli. L'interno è in stile gotico-romanico a croce latina, adorno del voluminoso organo barocco sopra il portale d'ingresso, in cui è da notare il coro di Fra' Giovanni con 41 stalli in legno intarsiato che riproducono scene della vita dei monaci con inserzioni di paesaggi cittadini.
Uscendo dalla chiesa concludiamo la nostra passeggiata dirigendoci verso il Teatro Romano, sopra il quale si trova la chiesa dedicata ai santi Siro e Libera. Un gioiello romanico che purtroppo è visitabile solo in particolari occasioni. Secondo la leggenda fu in quest'area che venne officiata da san Siro, la prima messa celebrata a Verona, durante la quale furono convertiti al cristianesimo varie centinaia di pagani.