IIº itinerario

 
 
La Casa di Giulietta

Cominciamo la nostra passeggiata appassionata e irregolare dalla Casa di Giulietta, nella centralissima via Capello, la cui vicenda amorosa, sapientemente narrata da William Shakespeare ha reso la nostra città famosa in tutto il mondo. Si tratta di un'alta casa medioevale dalla facciata di mattoni scuriti dal tempo nel cui cortile si può ammirare il balcone, forse artisticamente non eccezionale, ma sentimentalmente carico di una suggestione che è ritrovabile solo in pochissimi angoli del mondo.
Risalendo via Cappello si arriva all'antico foro romano, oggi Piazza delle Erbe, a cui ombrelloni del mercato danno un aspetto caratteristico, originale soggetto per numerosi pittori. Lungo la via mediana della piazza sorgono alcuni monumenti tra i quali la colonna Antica, pilastro gotico con edicola eretto nel 1401 per portare le insegne viscontee; il Capitello del XIV¡ secolo, un baldacchino in marmo dove si insediavano i signori e il podestà; la fontana (fatta erigere nel 1368 da Cansignorio della Scala quando condusse sino alla piazza le acque del Lori) costituita da una statua romana chiamata Madonna Verona, recante il motto "est iusti latrix urbs haec et laudis amatrix"; la colonna di san Marco, eretta nel 1523 per sancire l'avvenuto ristabilimento del dominio veneziano (il sovrastante leone è del 1886 e sostituisce quello abbattuto nel 1797 dai Giacobini).

Dante Alighieri

Costeggiando la Torre dei Lamberti (1172-1464), che con i suoi 83 metri è la più alta della città, e attraversando il volto della Costa, che prende il nome dall'osso di cetaceo appesovi (osso che la leggenda vorrebbe essere la costola di un gigantesco concittadino) si passa nella rettangolare e aristocratica piazza dei Signori, al cui centro spicca il monumento a Dante Alighieri (realizzato nel 1865 da Ugo Zanonini). Il lato sud est della piazza è formato dal fianco romanico del palazzo del Comune e dal palazzo dei Tribunali, nel cui cortile si erge la bizzarra porta dei bombardieri, capricciosamente composta e ornata da elementi e arnesi militari. Nel lato nord ovest la quattrocentesca loggia del Consiglio (detta anche di frà Giocondo, dal nome del suo architetto), il cui splendido cornicione è sormontato da statue raffiguranti i più grandi veronesi dell'epoca romana (Catullo, Plinio, Emilio Macro, Vitruvio e Cornelio Nepote).

Scandendo verso il palazzo della Prefettura (già residenza degli Scaligeri) si giunge alla meraviglia delle tre Arche Scaligere maggiori, tutte di stile gotico: la tomba di Cangrande I¡ (1329) che è posta sopra la porta della chiesa, e le tombe di Mastino II¡ (1351) e di Cansignorio (1375) che con altri sarcofaghi minori sono chiuse entro un recinto in ferro che riporta intrecciato il simbolo scaligero.

Risalendo il centro storico attraverso via Mazzini (da sempre vasca dello shopping elegante cittadino) si raggiunge piazza Brà, il salotto più noto ed accogliente della città, dove i turisti che passeggiano sul largo Liston di marmo possono avvicinare il comune sentire della comunità veronese.
La piazza che vi si affaccia è assai irregolare ma grandiosa, per i monumenti che la circondano: l'Arena (monumento simbolo di Verona), anfiteatro romano le cui dimensioni sono inferiori solo al Colosseo, costruito verso la fine del primo secolo dopo cristo con il marmo estratto da cave della provincia. Il palazzo del Municipio, un grande edificio corinzio con pranao sporgente, e il palazzo della Gran Guardia (1610/1821), di nobili forme tardo rinascimentali, si caratterizza per il suo essere rialzato da parecchi gradini rispetto alla piazza ed adornato con uno splendido porticato.
Unito alla gran Guardia dai portoni della Brà c'è il museo Lapidario, incominciato (primo in Europa) da Scipione Maffei nel 1714. I Portoni, fatti erigere da Gian Galeazzo Visconti nel 1389 sono parte di un percorso sopraelevato destinato a consentire il passaggio dalla Cittadella a Castelvecchio (un vero e proprio castello dalle forme marcatamente militari, con lunghe cortine merlate, sette torri angolari e un mastio centrale, costruito nel 1354).
Quest'ultimo, raggiungibile da piazza Brà percorrendo via Roma, era nel medio evo il punto d'incontro delle vie consolari Postumia e Gallica e abbracciava in una continuazione muraria l'Arco dei gavi (monumento funerario dell'omonima famiglia eretto dall'architetto Lucio Vitruvio Cerdone) che nel 1805 fu demolito dai francesi per ragioni di viabilità e in seguito ricostruito a fianco del castello.

Palazzo Bevilacqua

Il corso che dalla prospicente piazzetta Pasque Veronesi conduce alla porta romana dei borsari è corso Cavour, vetrina magnifica dell'abilità del Sanmicheli, già responsabile veneziano delle porte e della cinta muraria cittadina, che su tale corso è autore del palazzo Canossa (1530/37), coronato da una loggia con statue dello Schiavi (1761) e del palazzo Bevilacqua, sito di fronte alla chiesa di san Lorenzo.
Corso Cavour, su cui si affacciano anche il palazzo della Banca d'Italia, la chiesa dei santissimi Apostoli e i palazzi barocchi dei Carlotti e dei Carnesali si chiude a nord est con la porta dei Borsari, di cui rimane la facciata esterna in marmo a due arcate e due ordini di finestre centinate. Porta Borsari, che deve il suo nome alla presenza degli agenti preposti alla riscossione del dazio, rappresentò sino al XII¡ secolo la principale porta di accesso alla città e via obbligata per raggiungere il mercato, situato in piazza delle erbe.
 

Oltrepassato la porta si percorre l'omonimo corso, da sempre ricco di negozi e botteghe, e continuando per il suo ideale proseguio (corso santa Anastasia) si giunge alla trecentesca chiesa di santa Anastasia, il cui imponente frontale (rimasto nudo e grezzo) è dominato dall'immenso portale ogivale, segnato dalla sottile iterazione delle membrature marmoree e suddiviso a sua volta in due aperture, anch'esse ogivali, con importanti bassorilievi nell'architrave. Da ammirare l'interno, in cui spicca l'affresco del Pisanello (san Giorgio e la Principessa), simbolo di una recente e fortunata mostra.
Costeggiando sulla destra la chiesa si arriva al termine della porticata via Sottoriva, (che si snoda alla nostra sinistra), che con le sue bellissime case antiche è sicuramente la più caratteristica strada cittadina, e svoltando a sinistra si arriva in piazzetta Brà Molinari.

Ponte Pietra

Un attimo di riposo nel fresco giardino ammirando gli absidi di santa Anastasia e Ponte Pietra, eretto su cinque grandi arcate nell'età preaugustea e parzialmente rifatto nel tardo medioevo. Attraversando l'antico ponte si giunge al teatro Romano, edificio del primo secolo dopo cristo in cui gli imponenti ruderi della scena e dei parasceni fronteggiano la cavea semicircolare. Portandosi sul fianco sinistro del teatro, quello esterno di fronte biglietterie, è possibile accedere ad una scalinata che conduce direttamente a Castel san Pietro.
Dominante la retrostante collina questa magnifica struttura, con i cupi resti del quattrocentesco castello visconteo e l'antistante caserma di epoca austriaca, offre dal suo piazzale una splendida panoramica di tutta la città.