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Cominciamo la nostra passeggiata appassionata e irregolare
dalla Casa di Giulietta, nella centralissima via Capello, la cui vicenda
amorosa, sapientemente narrata da William Shakespeare ha reso la nostra
città famosa in tutto il mondo. Si tratta di un'alta casa medioevale dalla
facciata di mattoni scuriti dal tempo nel cui cortile si può ammirare il
balcone, forse artisticamente non eccezionale, ma sentimentalmente carico di
una suggestione che è ritrovabile solo in pochissimi angoli del mondo.
Costeggiando la Torre dei Lamberti (1172-1464), che con i suoi 83 metri è la più alta della città, e attraversando il volto della Costa, che prende il nome dall'osso di cetaceo appesovi (osso che la leggenda vorrebbe essere la costola di un gigantesco concittadino) si passa nella rettangolare e aristocratica piazza dei Signori, al cui centro spicca il monumento a Dante Alighieri (realizzato nel 1865 da Ugo Zanonini). Il lato sud est della piazza è formato dal fianco romanico del palazzo del Comune e dal palazzo dei Tribunali, nel cui cortile si erge la bizzarra porta dei bombardieri, capricciosamente composta e ornata da elementi e arnesi militari. Nel lato nord ovest la quattrocentesca loggia del Consiglio (detta anche di frà Giocondo, dal nome del suo architetto), il cui splendido cornicione è sormontato da statue raffiguranti i più grandi veronesi dell'epoca romana (Catullo, Plinio, Emilio Macro, Vitruvio e Cornelio Nepote). Scandendo verso il palazzo della Prefettura (già residenza degli Scaligeri) si giunge alla meraviglia delle tre Arche Scaligere maggiori, tutte di stile gotico: la tomba di Cangrande I¡ (1329) che è posta sopra la porta della chiesa, e le tombe di Mastino II¡ (1351) e di Cansignorio (1375) che con altri sarcofaghi minori sono chiuse entro un recinto in ferro che riporta intrecciato il simbolo scaligero. |
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Risalendo il centro storico attraverso via Mazzini (da sempre
vasca dello shopping elegante cittadino) si raggiunge piazza Brà, il salotto più
noto ed accogliente della città, dove i turisti che passeggiano sul largo Liston
di marmo possono avvicinare il comune sentire della comunità veronese.
La piazza che vi si affaccia è assai irregolare ma grandiosa, per i monumenti
che la circondano: l'Arena (monumento simbolo di Verona), anfiteatro romano le
cui dimensioni sono inferiori solo al Colosseo, costruito verso la fine del
primo secolo dopo cristo con il marmo estratto da cave della provincia. Il
palazzo del Municipio, un grande edificio corinzio con pranao sporgente, e il
palazzo della Gran Guardia (1610/1821), di nobili forme tardo rinascimentali, si
caratterizza per il suo essere rialzato da parecchi gradini rispetto alla piazza
ed adornato con uno splendido porticato.
Unito alla gran Guardia dai portoni della Brà c'è il museo Lapidario,
incominciato (primo in Europa) da Scipione Maffei nel 1714. I Portoni, fatti
erigere da Gian Galeazzo Visconti nel 1389 sono parte di un percorso
sopraelevato destinato a consentire il passaggio dalla Cittadella a
Castelvecchio (un vero e proprio castello dalle forme marcatamente militari, con
lunghe cortine merlate, sette torri angolari e un mastio centrale, costruito nel
1354).
Quest'ultimo, raggiungibile da piazza Brà percorrendo via Roma, era nel medio
evo il punto d'incontro delle vie consolari Postumia e Gallica e abbracciava in
una continuazione muraria l'Arco dei gavi (monumento funerario dell'omonima
famiglia eretto dall'architetto Lucio Vitruvio Cerdone) che nel 1805 fu demolito
dai francesi per ragioni di viabilità e in seguito ricostruito a fianco del
castello.
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| Palazzo Bevilacqua | ||
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Il corso che dalla prospicente piazzetta Pasque Veronesi
conduce alla porta romana dei borsari è corso Cavour, vetrina magnifica
dell'abilità del Sanmicheli, già responsabile veneziano delle porte e della
cinta muraria cittadina, che su tale corso è autore del palazzo Canossa
(1530/37), coronato da una loggia con statue dello Schiavi (1761) e del palazzo
Bevilacqua, sito di fronte alla chiesa di san Lorenzo.
Corso Cavour, su cui si affacciano anche il palazzo della Banca d'Italia, la
chiesa dei santissimi Apostoli e i palazzi barocchi dei Carlotti e dei Carnesali
si chiude a nord est con la porta dei Borsari, di cui rimane la facciata esterna
in marmo a due arcate e due ordini di finestre centinate. Porta Borsari, che
deve il suo nome alla presenza degli agenti preposti alla riscossione del dazio,
rappresentò sino al XII¡ secolo la principale porta di accesso alla città e via
obbligata per raggiungere il mercato, situato in piazza delle erbe.
Oltrepassato la porta si percorre l'omonimo corso, da sempre
ricco di negozi e botteghe, e continuando per il suo ideale proseguio (corso
santa Anastasia) si giunge alla trecentesca chiesa di santa Anastasia, il cui
imponente frontale (rimasto nudo e grezzo) è dominato dall'immenso portale
ogivale, segnato dalla sottile iterazione delle membrature marmoree e suddiviso
a sua volta in due aperture, anch'esse ogivali, con importanti bassorilievi
nell'architrave. Da ammirare l'interno, in cui spicca l'affresco del Pisanello
(san Giorgio e la Principessa), simbolo di una recente e fortunata mostra.
Costeggiando sulla destra la chiesa si arriva al termine della porticata via
Sottoriva, (che si snoda alla nostra sinistra), che con le sue bellissime case
antiche è sicuramente la più caratteristica strada cittadina, e svoltando a
sinistra si arriva in piazzetta Brà Molinari.
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| Ponte Pietra | ||
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Un attimo di riposo nel fresco giardino ammirando gli absidi
di santa Anastasia e Ponte Pietra, eretto su cinque grandi arcate nell'età
preaugustea e parzialmente rifatto nel tardo medioevo. Attraversando l'antico
ponte si giunge al teatro Romano, edificio del primo secolo dopo cristo in cui
gli imponenti ruderi della scena e dei parasceni fronteggiano la cavea
semicircolare. Portandosi sul fianco sinistro del teatro, quello esterno di
fronte biglietterie, è possibile accedere ad una scalinata che conduce
direttamente a Castel san Pietro.
Dominante la retrostante collina questa magnifica struttura, con i cupi resti
del quattrocentesco castello visconteo e l'antistante caserma di epoca
austriaca, offre dal suo piazzale una splendida panoramica di tutta la città.