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| Piazza Bra' | ||
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Punto di partenza di ogni turista è sicuramente la piazza più
ampia e conosciuta, Piazza Bra', che oltre alla monumentale Arena vede
affacciarsi, come gioielli incastonati in una corona, il Palazzo della Gran
Guardia, i Portoni della Bra', il Liston, Palazzo Barbieri solo per citarne
alcuni.
Il termine Bra' è di origine longobarda, probabilmente breit, ed equivale a
spazio aperto; lo si ritrova attribuito anche ad altre zone della città, come la
Bra' dei Molinari nei pressi del Ponte Pietra e la chiesa di san Giorgio in
Braida.
L'anfiteatro romano, l'Arena, fu in origine costruito fuori
dalle mura cittadine nella prima metà del primo secolo d.C., a cavallo tra
l'impero di Augusto e quello di Claudio, successivamente inglobato nella cinta
muraria dall'imperatore Gallieno nel 265 d.C. Dell'anello esterno alto 30 m.
dopo il disastroso terremoto del 1183 che rase al suolo la maggior parte delle
chiese veronesi, si può vedere la cosiddetta "ala", a 3 ordini di arcate.
L'Arena, che al suo interno ospitò sin dai secoli più antichi spettacoli di ogni
genere, da quelli gladiatorii a giostre, tornei, concerti, è oggi conosciuta ed
apprezzata in tutto il mondo per la stagione lirica estiva, inaugurata per la
prima volta nel 1914 con l'Aida di G. Verdi dal tenore Zenatello. Risale inoltre
al 1996 la designazione da parte dell'Unesco di capitale della musica e della
poesia e di quest'anno 2001 l'annovero tra le città il cui valore artistico è
patrimonio dell'umanità.
Si distinguono nella piazza le mura comunali, risalenti al 1100, rinforzate in epoca viscontea e la Torre Pentagona, il cui orologio segna lo scorrere inesorabile delle ore adossata ai , punto d'ingresso alla città durante il periodo comunale.
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| Castelvecchio | ||
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Di fronte ai Portoni il Museo Maffeiano ospita lapidi di diversa provenienza ed adiacente ad esso, lungo via Roma, si trova il Teatro Filarmonico, dove annualmente orchestre di fama internazionale si esibiscono, secondo una tradizione musicale da tempo consolidatasi a Verona. Nella stessa via ha sede il Palazzo dell'Accademia Filarmonica ma purtroppo oggi si è persa la forma originaria, risalente al progetto dell'architetto bolognese Bibbiena, a causa delle considerevoli alterazioni dovute ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
Al termine di via Roma spiccano le mura merlate del castello medioevale, Castelvecchio, l'imponente dimora voluta dagli Scaligeri al tramonto della loro dominazione, costruito nel 1354: il lungo ponte sul fiume a 3 arcate garantiva una sicura via di fuga in caso di insurrezione della città.
La piazza, nonostante abbia perso il ruolo economico e politico che ricoprì nei secoli passati, conserva la vivacità di punto di aggregazione e di incontro, agevolato dalla presenza di folcloristici stands che espongono i tipici prodotti di mercato: frutta, verdura e souvenirs di tutti i gusti.
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| l'Arco della Costa | ||
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All'altezza del palazzo comunale si attraversa l'Arco della
Costa, così denominato per la presenza di un osso di cetaceo che vi è appeso, e
si entra in una seconda piazza caratteristica di Verona, P.zza dei Signori (gli
Scaligeri), o Piazza Dante, in onore alla statua edificata al centro in onore
del sommo poeta che qui soggiornò durante il suo insopportabile esilio.
L'imponenza dei due palazzi scaligeri del Tribunale e della Prefettura collegati
dall'Arco della Tortura fanno rivivere quel clima di sapore antico che non si è
mai perso in tanti angoli di Verona.
Se ci si sposta un poco dal Palazzo della Prefettura si scorge la chiesetta di
S. Maria Antica, che ospita sulla facciata il monumento funebre e la statua di
Cangrande I di Verona, che vigila dall'alto con un ironico sorriso enigmatico.
Adiacente alla chiesa si ammira la cancellata in ferro battuto a maglie
flessibili che delimita il cortile dove sono conservate le tombe dei signori di
Verona, tra le quali spiccano rialzate dal sottosuolo quella di Mastino II e
quella di Cansignorio, la più articolata ed arzigogolata negli elementi
decorativi.
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| Piazza Erbe | ||
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Torniamo in Piazza delle Erbe e dirigiamoci verso via
Cappello, l'antico Cardo Maximus romano; a metà circa della via sulla sinistra
entriamo nel cortile della casa attribuita alla celebre Giulietta.
L'atmosfera della storia d'amore tra i due giovani provenienti da due famiglie
potenti ma avverse, i Montecchi e i Capuleti, si rivive affacciandosi al balcone
in marmo bianco, da dove secondo la leggenda la fanciulla strappò la prima
promessa d'amore al suo caro Romeo.
Le fattezze dell'eroina shakesperiana sono state immortalate nel bronzo da Nereo
Costantini nella statua che, in segno propizio, viene toccata se non abbracciata
dai turisti.
Usciamo dal cortile e dirigiamoci verso ciò che resta
dell'antica Porta Leoni, addossata alla parete di un edificio.
Avvicinandosi a pochi metri dal muro ed osservando con attenzione si notano
dietro la prima porta di epoca imperiale in elegante marmo bianco i resti di una
seconda porta antecedente di epoca repubblicana in mattoni. Ad essa ( 1 sec.
a.C) si fa risalire la nascita della stesa città nelle sue primo reticolato
urbano.
Oltre questo edificio gli scavi sul sottosuolo hanno messo in luce il basamento
chiaramente visibile di forma circolare di una delle due imponenti torri che
affiancavano la porta.