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Nome degli abitanti Poveglianesi
Abitanti: 6.082
Altitudine : 47 metri
Superficie:Metri Quadrati :18,64
Povegliano Veronese si adagia sulla linea delle risorgive, al
limitare estremo dell'alta pianura. Sin dalla preistoria visse sulle paludi. La
complessa opera di bonifica fu iniziata non prima del 1400.
L’economia, fino agli anni '40, è stata quasi esclusivamente agricola. A partire
dal '700 la vite ed il gelso divennero un caratteristico delle campagne: le
foglie dei morari alimentavano i bachi da seta che venivano allevati in grande
quantità. Per l’economia familiare il baco ha rappresentato una voce
fondamentale ed insostituibile ed il disegno due farfalle del baco venne usato
come simbolo sullo stemma del Comune dalla seconda metà dell'Ottocento fino ai
nostri anni ‘70. Dopo la seconda guerra mondiale l'attività produttiva ha
iniziato un sensibile processo evolutivo. Progressivamente sono diminuiti gli
addetti all'agricoltura e ,nel contempo, sono sorte parecchie imprese
artigianali e qualche piccola industria.
Il paese da vent'anni è interessato da un rilevante sviluppo urbanistico.
È scomparso il gelso, non si allevano più i bachi da seta, modesto è il numero
degli animali da cortile. I processi produttivi agricoli si avvalgono di mezzi
meccanici, a quelle preesistenti si sono aggiunte e alternate negli anni le
coltivazioni delle pesche, delle fragole, delle mele, del tabacco, della soia e
si sono insediati allevamenti intensivi di suini e avicoli.
Da vedere:
Villa Balladoro "Il vasto complesso seicentesco della
Villa Balladoro si trova all'interno del centro abitato di Povegliano Veronese;
una grande corte precede la casa padronale centrale, oltre la quale si sviluppa
il parco. L'impianto presenta, nel suo insieme, la forma di una U, dove il
palazzo è affiancato, secondo una disposizione simmetrica, da corpi di altezza
inferiore con portici al pianoterra, in corrispondenza delle campate centrali, e
piccoli rustici, anch'essi porticati, che delimitano l'estensione del cortile in
senso trasversale.
La facciata dell'antica residenza dei nobili Balladoro si sviluppa su tre piani,
per essere sormontata da un fastigio su cui è riportato lo stemma gentilizio
della famiglia, affiancato da due vasi ornamentali; ai lati del settore mediano,
con il portale bugnato e la soprastante apertura con timpano arcuato, sono
collocate due lapidi che ricordano, rispettivamente, i soggiorni del principe
Carlo di Lorena Comercy, nel 1701, e quello di Giovanni Antonio Riqueti,
marchese di Mirabeau, nel 1704. Al XVIII sec. risalgono anche le sculture
marmoree realizzate da Francesco Filippini e poste a decorare la cinta del
parco; le due piccole e finte torri merlate laterali del corpo centrale sono
invece ascrivibili al gusto romantico di un intervento attuato probabilmente nel
XIX sec.
Gli ambienti interni mostrano ancora gli affreschi originali con la
raffigurazione di scene di vita campestre.
Attuale sede del Museo Archeologico, dell'Archivio Storico Balladoro e della
Biblioteca Comunale, la villa è stata oggetto di un generale restauro, concluso
di recente"
Palazzo Venturi.
Santuario della Madonna dell'Uva Secca
Manifestazioni
Settembre:
Pojan in festa. Tradizionale sagra, festa religiosa e di costume con stand
gastronomico, musica e parco giochi
11 Novembre:
Festa di San Martino