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Nome degli abitanti Cavaionesi

Disteso nell'entroterra gardesano tra il comune di
Bardolino e la sponda destra dell'Adige, nella parte nord-occidentale della
provincia di Verona, il comune di Cavaion Veronese occupa una superficie di
12,22 kmq con una popolazione di circa 4000 abitanti.
Un territorio prevalentemente collinare che comprende parte delle colline
dell'anfiteatro morenico del Garda, le pendici meridionali del Monte Moscal (San
Michele e Ceriel), la valle del Tasso ed un breve tratto del corso e della piana
alluvionale dell'Adige. I confini vanno dal comune di Bardolino ad ovest, a
quelli di Bardolino e Pastrengo a sud, ai comuni di
Sant'Ambrogio e Rivoli ad est, al comune di Affi a nord.
Il punto più elevato del territorio comunale è rappresentato dalla cima del
Monte San Michele a 342 metri s.l.m., mentre il punto più basso si raggiunge
sull'Adige a Sega (circa 85 metri s.l.m.)Il clima è di tipo padano-mediterraneo: le estati sono secche,
interrotte da temporali, e gli inverni asciutti per lunghi periodi. Autunno
(ottobre) e primavera (aprile) sono le due stagioni più piovose. Per la
vicinanza del lago di Garda che attenua il clima, le temperature medie annuali
sono tra i 12° ed i 13°; in inverno le temperature medie sono comprese tra i 2°
e 3°, mentre in estate raggiungono i 22°-23° in luglio. Dal punto di vista idrografico il territorio di Cavaion è toccato ad oriente
dal fiume Adige, ad occidente dal torrente Valsorda, ed è attraversato dal
torrente Tasso, dal torrente Val Quarole, e dal rio Bisaola. Sono infine da
menzionare il canale Medio Adige, o Biffis, ed il canale Alto Agro Veronese,
opere idrauliche che seguono a quote diverse il corso dell'Adige nel tratto
cavaionese.
Un pò di Economia:
Con l'apertura del vicino casello autostradale di Affi nei primi anni Settanta,
Cavaion da paese interamente agricolo è diventato in pochi anni un centro di
piccole e medie industrie e di un artigianato qualificato. L'agricoltura, pur
non essendo più attività prevalente, è comunque una agricoltura di qualità,
specializzata nella produzione del vino Bardolino DOC e del pregiato olio di
oliva "Riviera degli Olivi", oltreché nella frutticoltura (produzione di kiwi,
pesche, ciliegie), cerealicoltura ed orticoltura (pregiato l'asparago violetto).
L'industria è rappresentata dai settori calzaturiero, del mobile, meccanico e
della plastica, ma predominante risulta il settore del marmo che occupa molte
persone, in particolare nella frazione di Sega.
Il turismo presenta alcune strutture ricettive alberghiere, con aziende della
ristorazione ed agrituristiche, ed alcune attrezzature sportive e ricreative con
un parco acquatico; un turismo culturale, rurale ed enogastronomico, che si sta
sviluppando sempre più.
Da vedere:

Abbastanza numerosi sono gli aspetti archeologici, storico-artistici ed
architettonici di un certo rilievo, presenti nel territorio di Cavaion, anche se
spesso poco conosciuti, così come i numerosi esempi di arte ed architettura
popolare. Le corti, i capitelli, le ville, i monumenti e le chiese rappresentano
un patrimonio culturale che va conservato e valorizzato perché testimonianza
diretta dell'uomo e di civiltà del passato che possiedono ancora dei messaggi e
dei valori da trasmetterci.
Le Chiese
La Chiesa Parrocchiale di Cavaion
Una prima chiesetta romanica sorse al posto dell'attuale parrocchiale nel XIII
sec., dedicata a San Giovanni Battista ed officiata la domenica ed in occasione
di festività particolari, da un sacerdote della Pieve di Santa Maria di Cisano.
Dal 1460, dopo un primo ampliamento, vicino alla chiesa risiedeva anche un
sacerdote che ne era il rettore.
Nel 1480 viene dipinta la pala della Madonna con Bambino in gloria da parte di
Antonio Badile. Divenuta parrocchiale nel 1585, nella prima metà del XVII sec.
la chiesa venne ampliata raggiungendo le dimensioni dell'attuale presbiterio.
Anche il campanile venne ulteriormente innalzato nel 1749; ma l'ampliamento più
consistente ed una radicale ricostruzione, la chiesa li subì tra il 1812 e il
1830 quando raggiunse le attuali proporzioni.La facciata è in stile neoclassico,
ornata da quattro colonne, e recante la scritta "DOM IN HONOREM SAN JOANNIS
BAPTISTAE". Sopra vi è un grande orologio, coronato da un timpano che regge una
croce fra quattro vasi.
L'interno, ad un'unica navata, potrebbe essere definito di stile neoclassico con
influssi palladiani.
Restaurato e riaffrescato negli ultimi decenni, l'interno della chiesa colpisce
per le sue armoniche linee architettoniche, sottolineate da vari pilastri e da
colonne con capitelli, archi e volte decorati.
La Chiesa Parrocchiale di Sega
Si tratta di una struttura moderna, costruita a forma di tenda, su disegno
dell'architetto Marcello Zamarchi, nel 1971. L'ingresso è sormontato da un alto
pinnacolo con croce e vetrate verticali; quattro pilastri soreggono con
trabeazioni in cemento il tetto a tre spioventi, mentre le pareti sono occupate
da luminose finestre. L'altare maggiore è ricco di marmi, così come il pavimento
interno, ed ai lati del presbiterio vi sono la statua dell'Immacolata e di San
Gaetano Thiene, proveniente dalla chiesetta omonima.
San Michele della Bastia
Insediamento preistorico e poi romano, il Monte San Michele fu fortificato dai
longobardi ed in seguito divenne vera e propria fortezza, Bastìa, con mura che
circondavano il pianoro sommitale. Ancora nel IX sec. vi sorgeva una chiesa
dedicata a San Michele, patrono dei longobardi. Nella seconda metà del XIV sec.,
quando la chiesa aveva ormai perso importanza a scapito di quella di San
Giovanni Battista, posta più in basso, venne costruito in fianco un convento dei
monaci olivetani. Dopo varie vicissitudini, danneggiamenti e ricostruzioni, nei
primi decenni del 1800 venne demolita in gran parte ed i suoi marmi furono
utilizzati nella costruzione e nell'arredo della nuova parrocchiale. Oggi della
chiesa restano solo una parte dell'abside, tracce di pavimento e qualche muro
sommerso di edera.
Cappella di San Michele
Cappella gentilizia che fa parte della proprietà di palazzo Trombetta, è stata
costruita nel secolo XIX. E' situata in una stupenda posizione panoramica subito
sotto la cima del Monte San Michele, attorniata da cipressi e pini neri, ed è
raggiungibile lungo il Sentiero della salute.
Chiesetta di San Martino
Si tratta di una chiesetta quattrocentesca sorta a Cordevigo nelle proprietà dei
conti Lombardo, a servizio della comunità agricola locale.
Ai primi del XVI sec. era cadente e senza tetto e quindi fu ricostruita ed
ampliata nelle forme attuali nel 1543, divenendo nel XVII sec. cappella
gentilizia, in quanto incorporata nella villa dei Lombardo. L'interno è a pianta
rettangolare; vi è un unico altare con alle spalle un quadro raffigurante San
Martino. In varie edicole sono raccolte 3.300 reliquie appartenute alla Vergine,
a Cristo e a numerosi santi, nonchè il cranio di Santa Gaudenziana. Singolari
sono i fori e le grate posti nella pareti laterali e sul fondo della cappella
che consentivano di assistere alla Messa alla servitù ed ai contadini del posto,
in quanto la cappella era destinata ai nobili. La chiesetta ebbe funzione di
cappella privata fino al 1880. Oggi è aperta in occasione della festività di San
Martino, l'11 novembre.
Chiesetta di San Faustino e Giovitta
Eretta anteriormente al XII sec. in aperta campagna, a sud dello stagno di Ca'
Nova, la chiesetta era di forma rettangolare ed in stile romanico. E' menzionata
in vari documenti dal 1197 al 1541, e nel 1630 sorse attorno ad essa un
lazzaretto per i colpiti dalla peste. Nel 1707 fu danneggiata, come altre, da
truppe francesi ed in seguito fu restaurata e riaperta al culto.
Decadde e rovinò nel XIX sec., mentre nel 1920 vennero costruite alcune stanze
nella parte destra, in previsione di isolarvi malati di tifo. Oggi è
abbandonata: l'abside è stata asportata e si conserva intatto solo l'occhio
centrale romanico della facciata e la muratura.
Chiesetta di Santa Croce
Conosciuta come "ceseta de la léor" per la sua posizione campestre, sorge nelle
vicinanze di Villa, al confine con il comune di Bardolino. E' una chiesetta
romanica edificata nel XV sec. e più volte trasformata nel corso dei secoli. Di
originale conserva il portale d'ingresso e la bella abside, separata dalla
strada soprastante da un corridoio. L'interno, che misura 6X4m (più 2m di
abside), è moderno e conserva due belle tele anonime rappresentanti la
"Deposizione della Croce" e la "Santissima Trinità". Appartiene a privati, ed è
aperta nel giorno della festività dell'Esaltazione della croce, il 14 settembre.
San Gaetano
E' l'antica chiesetta della Sega, dedicata a San Gaetano Thiene e costruita nel
1777. La facciata presenta una porta con due finestre rettangolari ed una più
piccola in alto, e reca la scritta: "PROVIDENTIAE PROPUGNATORI SACRUM", riferita
al santo della "Provvidenza". L'interno è ad un'unica navata con tetto a botte.
Sul tetto vi è un campaniletto a vela.
La chiesa versa oggi nel più completo abbandono.
Le Ville
Si tratta di edifici, in gran parte del XVI-XVIII secolo che la nobiltà si fece
costruire come dimora estiva e come centri economici di consistenti aziende
agricole, arricchiti e completati da giardini, broli, parchi ed elementi
decorativi di pregio (pitture, statue, fontane).
Torre Civica e Villa Trabucchi
Il complesso sorge al centro del paese, ed è caratterizzato dalla massiccia
torre merlata di origine medioevale affiancata alla villa ottocentesca. La Torre
rappresenta uno dei primi nuclei attorno ai quali si venne costituendo la
comunità del paese; fu costruita nell'899 per concessione di Berengario I, come
difesa del nucleo abitato contro le scorrerie degli Ungheri, divenne sede
comunale nel 1260, fu fortificata nel 1399 dal capitano di ventura Jacopo dal
Verme e dalla Serenissma e restaurata nel 1885 dopo le offese ricevute dai
francesi e dagli austriaci alla fine del XVIII sec., e divenne parte integrante
di villa Trabucchi, palazzo a tre piani dall'elegante facciata con cortile,
delimitato da muraglione che dà su un parco con cedri secolari.
Villa Ravignani
E' una bella costruzione risalente al XVIII sec., ma modificata in modo
consistente nel 1923, e si presenta con un palazzo a tre piani recante sale
interne spaziose, anche se sobriamente ornate. La villa denota linee
neoclassicheggianti e possiede una torretta coronata da merli ghibellini, mentre
alcuni pinnacoli movimentano la gronda aggettante.
Nel cortile antistante il palazzo, vi è un pozzo, le scuderie ed una serra
impreziosita da quattro statue che rappresentano le stagioni, con alcuni
maestosi cedri nel giardinetto antistante. E' stata restaurata recentemente.
Villa Bonazzo
Venne edificata ai primi del sec. XVIII in stile neoclassicheggiante. Il
palazzo, snello ed elegante pur nella semplicità delle forme, presenta quattro
lesene con capitelli ionici che movimentano la facciata; è ricco di marmi e
possiede molte finestre tra loro simmetriche, ed un balcone, che danno luce alle
ampie sale di tutti tre i piani. In gronda mostra un parapetto marmoreo che
sostiene quattro piccole statue raffiguranti le stagioni. Sul davanti vi è un
giardino con due svettanti palme, e sulla recinzione verso la strada è inserita
una lapide che ricorda la fucilazione di 4 giovani soldati il 27 marzo 1945, qui
imprigionati.
Villa Trombetta
E' un imponente palazzo settecentesco posto sulle più alte propaggini del Monte
San Michele, frutto di un'architettura minore, ma non per questo meno nobile.
Costruito su un preesistente edificio di origine quattrocentesca, molto più
ampio dell'attuale, il palazzo è a tre piani con imponenti mura coronate da
merli ghibellini.
Possiede un superbo scalone in marmo rosso ed alcune sale affrescate con motivi
floreali e recanti bei dipinti. Davanti, sulle balze digradanti, si trova uno
splendido parco con grandiosi pini.
Villa Cordevigo
Sorge nall'antica località di Cordevigo, già insediamento romano, forse come
villa-fattoria. Per la sua felice posizione, il complesso come dice il nome, è
un cuore pulsante nella natura, ed infatti è immerso tra colline verdeggianti di
cipressi, oliveti e vigneti che lo coronano.
La villa è stata costruita nel XVII-XVIII sec. in forme eleganti e sfarzose, su
di un palazzo precedente del XV-XVI sec., la cui facciata era rivolta ad
occidente (ove adesso è il parco), e si accorda pienamente con il paesaggio
collinare circostante. Il palazzo in stile rinascimentale, possiede tre piani
con numerose finestre, un portale cinquecentesco, ed ha ai lati due corpi più
bassi che racchiudono un ampio cortile, preceduto da un ombroso viale di
cipressi e da un monumentale cancello sormontato da statue; nel cortile vi sono
un'artistica fontana centrale e un piccolo giardino all'italiana. Sulla sinistra
della villa vi sono eleganti scuderie e portici, mentre alla destra vi sono
capaci cantine e magazzini. Sul retro del palazzo si trova un parco con sorgente
e piante secolari, tra cui maestosi ippocastani, tassi e pioppi. Della villa fa
parte la chiesetta di San Martino, cappella gentilizia costruita nel 1543, vero
e proprio reliquiario di santi.
Il complesso di Cordevigo è stato per secoli, dal medioevo, al centro del feudo
dei conti Lombardo, e quindi è passato ai conti Dolci Saladini De Moreschi,
mentre oggi è sede di una rinomata azienda agricola.
Corti, muri, "introi", pozzi e fontane
Le corti sono insediamenti di origine medioevale (sec. XIV-XV), ma sviluppatesi
sorattutto dal XVI al XVII sec., formate solitamente da una casa padronale,
fortificata od arricchita con elementi architettonici ed arredi di distinzione
(poggioli, mensole modanate nelle finestre, fregi, ecc.), e da case di contadini
affittuari con stalle e cantine al pianoterra e le abitazioni (cucina con grande
camino e camere) al piano superiore, raggiunte da scale esterne in pietra,
mentre al secondo piano vi sono i "granai" dove si depositavano le granaglie ed
i cereali.
La corte, il cui ingresso è generalmente costituito da un arco a tutto sesto in
pietra, spesso con stemma in rilievo e millesimo scolpiti in chiave, simbolo
della famiglia proprietaria, possiede un "pòrtego" o "barchessa" di fianco alle
case, il pozzo, l'aia ("sélese"), normalmente selciata od in terra battuta, ed a
volte mostra una torre di difesa (la colombara; molto bella è quella di località
La Colombara o la torre a Porto di Sega), negli ultimi secoli ospitante colombi,
da cui il nome. Tali edifici, disposti a racchiudere uno spazio rettangolare
chiuso, erano completati nella perimetrazione difensiva da muri in seregno.
Il centro storico di Cavaion conserva numerose corti che hanno completato la
trama medioevale degli insediamenti sulle pendici meridionali del San Michele.
Pregevoli esempi di corti sono: Corte Quaranta, tra le più antiche di Cavaion;
Piazzola, insediamento molto antico con origini quattrocentesche; Corte Torcolo,
di origini cinquecentesche il cui nome deriva dal grande torchio che vi era
installato per la pigiatura dell'uva; la corte in località Villa,
cinque-seicentesca con linee architettoniche semplici ed essenziali, con scale
esterne e stalle al pianterreno; Corte Porto a Sega, di cui resta solo l'arco
d'ingresso e la prospicente casa-torre trecentesca, e altre corti lungo le
strade per Campara e Pol; Le Colombare, antica corte, oggi ristrutturata, posta
al confine con il comune di Affi, dotata di una tipica colombara, utilizzata
come torre di difesa contro bande di soldati e briganti, con piccole finestre e
feritoie di osservazione.
Costituiti di seregni, sassi calcarei, pietrisco di riempimento e poca calce,
frutto di una lavorazione artigianale, i muri delimitano gran parte delle strade
del centro storico di Cavaion e particolarmente significativi sono quelli che
recintano le campagne, i fondi delle varie ville, o che sostengono i
terrazzamenti.
Da menzionare sono inoltre i muri che delimitano i vari "introi".
Gli introi sono dei vicoli, degli stretti passaggi pedonali, che a Cavaion
collegano tra loro trasversalmente le strade del paese, originariamente disposte
quasi in parallelo a seguire le balze e le pendenze del Monte San Michele. Si
tratta di vicoli che presentano il tipico selciato in ciottoli a "salèso", con
gradini in pietra e con caratteristiche "bombardére" per lo scolo dell'acqua,
delimitati da alti muri in seregno che recintano le proprietà prospicenti.
Gli introi del centro di Cavaion sono di origine medioevale, ma nelle forme
attuali risalgono al XVII-XVIII e XIX secolo. I principali sono quattro, ma
possiamo aggiungervi anche la scalinata di via Garibaldi che porta da via Roma (Contrà
di Mezzo) alla piazza della Chiesa: Introl della Torre, il più antico del paese
che nel medioevo univa la Torre con la strada che saliva alla Bastia; Introl
Soletti, settecentesco e ideale prosecuzione dell'introl della Torre; Introl del
Festi, il più lungo degli introi di Cavaion che inizia in mezzo a case
sette-ottocentesche ben ristrutturate; Introl Pozzetto, risalente al XIX secolo,
molto suggestivo.

Cavaion presenta inoltre numerose testimonianze di architettura
popolare legata all'acqua, risorsa da sempre importante per gli usi agricoli e
civili. Alcune fontane con vasche e lavatoi in pietra per i panni, sono presenti
nei pressi di Piazzola, mentre pozzi venivano scavati un po' in tutte le corti e
nelle contrade e ne sono testimonianza quello famoso del Pozzo dell'Amore,
quelli di corte Torcolo e di corte Quaranta, quelli di villa Ravignani, di
Bossema o di Villa e Naiano.
Manifestazioni
Marzo
Carneal de Cavaion. Sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati per le
vie del paese.
Luglio
Festa della Madonna del Carmine.
Festa con stand eno-gastronomici
per la degustazione di prodotti tipici, ballo e luna park, sport.